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Premessa
Questo sito si propone di mettere a disposizione alcune informazioni riguardanti il Castello di Tavignano : le storie degli uomini del passato comprendendo meglio il presente. Un sito  essenziale che guarda ai contenuti. La libera circolazione di informazioni e di idee fa ciò che la Famiglia Castiglioni possa far continuare nel tempo un piccolo tassello nel grande puzzle della libera circolazione delle informazioni e delle idee.  


Nel 1150 il castello entra nella storia con la signoria della famiglia Cima, già a quel tempo assai ramificata, e che, oltre a Staffolo, aveva Arcione, Cervidone, Castelsafrano, Colognola, Castelsantangiolo, Castiglione, Montefreddo, Castelveterno, Castelroberto e Tavignano.
Nel 1219 Staffolo fu sottomesso ad Osimo e fra i due comuni venne stipulato un accordo per la definizione dei confini. Intorno alla metà del '200, con il rafforzamento del partito filo-imperiale, Staffolo venne sottomesso a Jesi, città natale di Federico II di Svevia. La sottomissione culmina con l’assedio del castello accompagnato dalla distruzione dei raccolti nelle campagne, l'incendio di case e l'uccisione di alcuni abitanti. Nel 1263 però, con il tramonto degli Svevi, Urbano IV , ricondusse il comune di Staffolo di nuovo sotto il dominio della guelfa Osimo al fine di penalizzare la ghibellina Jesi.


Il Castello è legato in particolare alla figura di Rengarda figlia di Niccolò Filippo Brancaleoni da Casteldurante e moglie di Giovanni Cima. Nel 1424 Rengarda fu cacciata da Cingoli, che aveva tentato di signoreggiare, e "potè ottenere soltanto sicurtà della persona per sè e per tutta la sua famiglia e la facoltà di potere asportare tutto il mobile, con quante vettovaglie potessero bastarle per condursi a Perugia. Ma invece di andare al suo destino, occupò a tradimento il forte luogo di Castreccione e Tavignano, ch'era patrimonio dei Cima, dal quale fu non molto dopo cacciata con un fortunato strattagemma che accennano ma non spiegano li storici" (1).



BIBLOGRAFIA

(1) P. Litta, Famiglie celebri d'Italia, XII, n. 199, 1819-1883

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