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La Famiglia

La famiglia Castiglioni

La tradizione narra che la famiglia Castiglioni sia oriunda di un paese chiamato Castiglione, situato a cinque miglia da Varese nell’antico contado del Sergio. Questa origine è la più comunemente citata dai biografi in base ad un documento del 987 in cui si racconta di un tale Guido di Castiglione, un longobardo che ebbe in feudo il detto castello, situato nelle terre della Valtellina.

A causa di continue lotte politiche, di ragioni dinastiche e di guerre intestine, la famiglia si divise in vari rami e si distribuì in varie regioni d’Italia, in particolare in Lombardia e nel Piceno. Un ramo di questa famiglia che risiedeva a Milano si recò a Cingoli nel 1600 e vi si stabilì definitivamente (1). Capostipite fu Bernardo Castiglioni, discendente da Bartolomeo, pretore di Bellinzona, che a Cingoli svolgeva la professione di banchiere. Bernardo fu il primo della famiglia a comparire negli atti ufficiali della Vicaria Foranea di Cingoli: di lui manca il nominativo del padre ed egli stesso venne nominato con l’appellativo di “milanese” senza alcun titolo.

Bernardo risulta annoverato nei Registri dei Sacramenti della Collegiata di S. Maria della Pieve, dentro le mura di Cingoli e più in dettaglio nel documento dell’atto del suo matrimonio, celebrato il 23 agosto 1600 con la cingolana Sperandia di Francesco Maria Bongianni:

Addì 23 agosto 1600. Io Domenico Coluzzi da Morro diocesi di  Senigallia al presente curato della collegiata di Cingoli ho pubblicamente denuntiato nella Santa Messa in tre continui giorni festivi cioè li 10, 13, et 15 de agosto 1600 il matrimonio che si doveva contrarre tra Bernardo Castiglioni Milanese e Donna Sperandia di Francesco Bongianni di Cingoli, et non essendosi scoperto impedimento alcuno et avendo Hauto a mia interrogazione il consenso libero dell’uno e dell’altra,fu contratto legittimamente il matrimonio secondo la forma del santo Concilio Tridentino nella suddetta chiesa tra suddetti Bernardo e D.na Sperandia, presenti Bartolomeo di Berardino da Staffolo e Pacifico Bruni (2).

Non sappiamo cosa avesse spinto Bernardo a trasferirsi dalla lontana Milano proprio a Cingoli, divenendo il Capostipite del ramo dei Castiglioni di Cingoli.

La famiglia Castiglioni che agli inizi del ‘600 si trasferì in questa zona periferica dello Stato Pontificio inserendosi a pieno titolo nell’aristocrazia locale, si caratterizzò per un forte impegno civile, un’oculata politica patrimoniale ed una sentita fedeltà alla Chiesa di Roma. Queste componenti emergono anche nelle singole generazioni cingolane dei Castiglioni. Infatti i suoi componenti si dedicarono ad attività imprenditoriali, industria dei panni, banco di credito ma anche alla vita politica locale, inseriti in strutture ecclesiastiche e nelle aziende familiari.

I redditi delle attività dei Castiglioni furono investiti in terre; grazie ai legami matrimoniali entrarono a far parte delle più rappresentative famiglie della regione e contemporaneamente incrementarono la loro influenza sociale e il loro patrimonio terriero.

Tra le famiglie nobili e ricche che hanno onorato la città di Cingoli, quella dei Castiglioni è illustre non solo per la nobiltà dei natali ma anche per il numero consistente di personaggi celebri che ha dato alla chiesa e alla cultura.

Tra i personaggi più significativi della Famiglia Castiglioni, a partire dal 1600, si ricordano: Giulio Cesare Castiglioni, figlio di Bernardo, che venne eletto “capitano dell’artigianato dei Panni” e ricevette privilegi dalla Santa Sede; Carlo Ottavio Castiglioni, letterato insigne, che pubblicò il libro Monete del gabinetto di Milano e scrisse, tra le altre opere L’interpretazione ed illustrazione di note su la Versione gotica della Bibbia di Ulfila e il Trattato sui vetri fortificati o cufici; Giovanni Castiglioni, oratore latino, teologo e canonista, vescovo di Osimo e Cingoli per volere di Pio VII; Giovanni Lorenzo Castiglioni, originario di Cingoli che fu vicario generale e poi vescovo di Acquapendente ed uditore della nunziatura di Napoli; Luigi Castiglioni che fu membro dell’Istituto Italico e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Milano ma anche senatore del Regno d’Italia sotto Napoleone e ciambellano dell’imperatore d’Austria.

Carlo Conte Castiglioni, padre di Francesco Saverio, fu amante delle belle lettere; Luigi conte Castiglioni, figlio del conte Filippo, divenne prelato per volontà di Pio VIII; Bernardo Castiglioni, fratello di Pio VIII, fu arcidiacono della cattedrale di Cingoli e poi vicario capitolare. Leone XII lo nominò vescovo di Fano ma Bernardo rifiutò.

Giuseppe Castiglioni, figlio di Alessandro, fratello di Pio VIII, fu preposto della cattedrale di Cingoli e poi vicario generale; Filippo conte Castiglioni, altro fratello di Pio VIII, cultore di storia, archeologia e numismatica, venne nominato deputato e vice governatore di Cingoli. Gianstefano marchese Castiglioni, figlio del conte Filippo, dottore in diritto canonico e civile, cavaliere dell’Ordine militare dei SS. Maurizio e Lazzaro, fu insignito da Pio IX del titolo di Marchese del Botontano; Filippo marchese Castiglioni fu avvocato e letterato, coltivò lo studio della numismatica, raccolse monete antiche, custodì il medagliere lasciato alla famiglia da Pio VIII, arricchì la biblioteca di famiglia di opere di valore artistico e letterario, divenne consigliere comunale, provinciale e sindaco; Luigi dei marchesi Castiglioni studiò nel Collegio dei Nobili a Lucca poi nell’Istituto Tei di Firenze, divenne consigliere comunale.
La gloria maggiore di questo ramo fu
Francesco Saverio, Papa Pio VIII.
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1) Si veda Malazampa, Una Gloria delle Marche. Pio VIII, op. cit., p. 22

2) Cfr. A. E. C., Parrocchia della Cattedrale, Matrimoni 1600

      
     Genealogia della famiglia Castiglioni

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DOCUMENTI D’ARCHIVIO

- Liber Baptizatorum, Archivio Parrocchiale Cingoli

- Matrimoni 1600, Archivio Ecclesiastico Cingolano, Parrocchia della Cattedrale

- Registro dei Cresimati 1768, Archivio Ecclesiastico Cingolano, Parrocchia della Cattedrale

- Solenne Adunanza per l’Esaltazione al sommo pontificato della Santità di  Nostro Signore Papa Pio VIII, Roma, 182





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